31 maggio 2010

Israele è la roccaforte degli interessi occidentali in medio oriente: ipocritamente si piangerà per l’”incidente di percorso sull’emancipazione dello stato di israele” fino a quando tutti metteranno questa notizia nel cassetto della storia. Una storia che è la stessa da mezzo secolo e più, che si ripete ciclicamente: il gatto che si morde la coda occidentale.

In tutto ciò la tristezza di capire che gli episodi di quei territori sono la punta dell’iceberg della nostra ipocrisia; lì si dovrebbe giocare una partita per migliorare la nostra società, lì c’è una chiave che stiamo usando da oltre cinquant’anni, nel peggior modo possibile.

Novo anno, vece anomalie

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Israele è un’anomalia, uno stato fondamentalista, terrorista e sanguinario. I fatti di questi giorni ne sono l’ennesima riprova.

Mi disgusta vedere come uno stato senza risorse possa avere quella mostruosità in materiale bellico; mi fa schifo pensare a come usino giorno dopo giorno i loro aerei per volare a bassa quota a tutte le ore del giorno e della notte per tenere alta la tensione della popolazione civile; provo odio nei loro confronti: per come impediscono a feriti ed  ammalati di raggiungere gli ospedali attrezzati, per come abbattano case ed estirpino colture che danno sostentamento a centinaia di famiglie. Mi fanno vomitare i coloni che, con l’appoggio dell’esercito, rubano le terre ai legittimi occupanti in nome di un dio partorito migliaia di anni fa da quattro profeti drogati.

Disprezzo israele e quella comunità mondiale che, nella sua impotenza, finisce per tollerarlo ed appoggiarlo.

Disprezzo il nostro governo che sostiene che israele si stia difendendo.

Sugli stati uniti mi autocensuro.

Augurandovi buon anno vi consiglio, se siete a digiuno dell’argomento trattato in questo post, uno splendido fumetto:

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