Locandine e licenze creative

Grazie alla segnalazione del buon vecchio @scalva, un paio di giorni fa scopro che una delle fotografie che scattai al G8 di Genova 2001  è diventata la locandina di un docu-film prodotto dalla Minerva Pictures.

fregato

La mia piccola  (ma importante) comunità di twitteri, si è subito mobilitata supportandomi con consigli, colorite esclamazioni di sostegno e condivisione selvaggia. Con il dente abbastanza avvelenato, anche perchè tutti i contenuti del mio sito sono chiaramente rilasciati protetti da licenza creative commons BY-NC-SA 3.0, ho contattato via mail la casa di produzione. Il giorno seguente mi raggiunge telefonicamente Stefano, project manager alla Minerva Pictures.

Dopo essersi scusato, mi chiede cosa può fare per riparare al malinteso. Constatata la tempestività ed il suo sincero rammarico per l’inconveniente, scarto l’idea di chiedere un generoso contributo in vil denaro (…) e gli sottopongo le altre condizioni per chiudere la faccenda: inserire l’url del mio blog sul manifesto, sulla cover del DVD e sul sito del film, rilasciare le opere derivate dalla mia foto protette  dalla stessa licenza e provvedere ad una donazione alla creative commons.

Tutte le mie richieste vengono accolte di buon grado, ci facciamo una bella chiacchierata sui limiti del copyright e sulla necessità di superarlo e mi promette che mi spedirà alcune copie del film e la locandina autografata dai registi.

Chiuso l’incidente sorrido compiaciuto dal fatto che una mia foto sia stata apprezzata tanto da diventare la locandina di un film: piccola gratificazione in un momento storico dove di sorrisi, non se ne contano poi molti.

minerva

Locandina The summit: download

Genova 10 anni dopo, la mia storia per immagini

carlini, genova 2001

L’arrivo al carlini, tra fango e persone

Ricorre in questi giorni il decimo anniversario del tristemente famoso G8 di Genova del 2001. Come già a Napoli in febbraio, nella manifestazione che fu banco di prova per la follia omicida della truppaglia in tenuta antisommossa, arrivai da cane sciolto. Pur conoscendo gran parte degli organizzatori degli allora “disobbedienti” io ed un paio di amici arrivammo in autonomia, approfittando dell’ospitalità degli organizzatori e con l’unica intenzione di fare da testimoni con le nostre fotocamere. La mia macchina fotografica, per l’occasione, era una usa e getta.

carriola di sangue

carriola di sangue

Arriviamo alla sera del primo giorno di manifestazioni: tutto bene. Non sarebbe andato meglio il giorno dopo: macchine per la strada in fiamme, negozi svaligiati, feriti sul selciato e la morte di Carlo Giuliani. L’immagine che più mi rimarrà impressa negli anni è quella qui sopra: avevo visto due ragazzi sfrecciare giocosi vicino a me con quel trabiccolo. Dieci minuti dopo al posto dei ragazzi c’era solo sangue.

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