Locandine e licenze creative

Grazie alla segnalazione del buon vecchio @scalva, un paio di giorni fa scopro che una delle fotografie che scattai al G8 di Genova 2001  è diventata la locandina di un docu-film prodotto dalla Minerva Pictures.

fregato

La mia piccola  (ma importante) comunità di twitteri, si è subito mobilitata supportandomi con consigli, colorite esclamazioni di sostegno e condivisione selvaggia. Con il dente abbastanza avvelenato, anche perchè tutti i contenuti del mio sito sono chiaramente rilasciati protetti da licenza creative commons BY-NC-SA 3.0, ho contattato via mail la casa di produzione. Il giorno seguente mi raggiunge telefonicamente Stefano, project manager alla Minerva Pictures.

Dopo essersi scusato, mi chiede cosa può fare per riparare al malinteso. Constatata la tempestività ed il suo sincero rammarico per l’inconveniente, scarto l’idea di chiedere un generoso contributo in vil denaro (…) e gli sottopongo le altre condizioni per chiudere la faccenda: inserire l’url del mio blog sul manifesto, sulla cover del DVD e sul sito del film, rilasciare le opere derivate dalla mia foto protette  dalla stessa licenza e provvedere ad una donazione alla creative commons.

Tutte le mie richieste vengono accolte di buon grado, ci facciamo una bella chiacchierata sui limiti del copyright e sulla necessità di superarlo e mi promette che mi spedirà alcune copie del film e la locandina autografata dai registi.

Chiuso l’incidente sorrido compiaciuto dal fatto che una mia foto sia stata apprezzata tanto da diventare la locandina di un film: piccola gratificazione in un momento storico dove di sorrisi, non se ne contano poi molti.

minerva

Locandina The summit: download

Il letargo

Quasi cinque mesi. Non credo ci sia mai stato un periodo di stasi del blog così lungo: è passato in sordina anche il compleanno di “zaku” che oramai ha ampiamente superato i 4 anni di vita. Nel tempo il mio modo di scrivere è molto cambiato ed è forse diventato più complesso ed impegnativo; i pochi articoli che ho scritto da quando ho spostato il sito sul nuovo dominio mi hanno preso diversi giorni di lavoro nei ritagli di tempo di una vita già di per sè permeante ed incasinata.

ronf

Al lavoro (faccio l’operatore sociale nella salute mentale) è sempre più dura: confrontarsi giorno per giorno con la follia, a tu per tu con la mattitudine vera, il disagio, la povertà e la disperazione, logora; logora l’essere poco formato, sottopagato e calato in ambienti lavorativi disorganizzati ed approssimativi.

Più cresco (invecchio? ndr) poi, più mi ritrovo davanti ai miei limiti: come genitore, come compagno e come essere sociale mi sento a volte un po’ sbagliato, fuori luogo,  goffo ed impacciato: sarà che non si “nasce imparati” e che sto ancora seguendo la lezione in corso?

In tutto questo si inserisce il mio crescente amore per l’informatica ed il web; il blog è rimasto addormentato ma il sito in esso contenuto ha continuato a vivere: numerosi sono i ritocchi che ho fatto e che sto facendo al design ed al tema di wordpress; ho aperto una nuova pagina,”coding“dedicata al codice (per ora solamente html e css) che ho iniziato a scrivere a profusione negli ultimi mesi.

Insomma, sto studiando ed applicando un po’ qui un po’ là quello che imparo, in attesa di una sua applicazione più focalizzata a livello lavorativo. Ma il blog rimane importante: più volte ho provato a scriverci qualche cosa ma, ogni volta, una nuova priorità mi ostacolava il lavoro. Così per mesi mi son portato dietro il desiderio di scrivee queste poche, maledette righe per sbloccare la situazione.

Bhe…oggi l’ho fatto introducendo anche un elemento di novità: ho scritto qualche cosa di personale (argomento che di solito evito accuratamente) e l’ho scritto praticamente di getto, senza il solito centinaio di revisioni a cui sottopongo mediamente i miei posts…che sia di buon augurio per il prosieguo del quarto anno di “zaku’s blog”.

 

Il nuovo blog

Da un po’ di tempo meditavo di spostare “il blog di zakunin” da wordpress.com ad uno spazio “privato”: per oltre tre anni e mezzo “zaku’s blog” su wordpress è stata la mia casetta nello sconfinato mare del web. Con il tempo e con l’approfondimento delle mie conoscenze sulla rete e su wordpress in particolare, la casetta ha cominciato a rivelarsi un po’ strettina. Così, cazzuola digitale e cemento open source alla mano, ho pian piano tirato su il nuovo bloggino.

I lavori sono ancora in corso, logo e layout in fase di modifica e contenuti in lavorazione.

Benvenuti su zaku!

edit: se avete problemi di visualizzazione su explorer…bhe, passate a firefox :P

zitta zitta, cacchia cacchia…

morte di un pc

io ci ho provato...

La scheda madre del mio vecchio pc ha smesso di funzionare rendendolo un pezzo di modernariato abbandonato sul pavimento.

In casa rimangono un mini dell ed uno sdentatissimo portatile acer.

Questo rallenterà la mia sperimentazione digitale.

Questo è il mio minuto di silenzio per la gloriosa macchina.

Domani vado al mare.

Due!

Compie oggi 2 anni “zaku”.

Grazie a chi lo segue regolarmente ed a chi si ritrova a passarci per caso.

V. Signor zakunin, progetti per il futuro del blog?

Z. Mha, signor Vespa, avevo pensato ad un cambio tema, alla migrazione su un dominio di secondo livello, ad una rivisitazione grafica; in realtà non farò nulla di tutto ciò: la veste grafica che scelsi un paio di anni fa continua a piacermi e, nel tempo, l’ho arricchita adattandola al tema corrente che, nel suo essere minimalista-ma-non-troppo, ha apprezzabili doti di usabilità e chiarezza. Il blog è ben indicizzato e, per quanto riguarda quel che scrivo, il percorso in atto è quello della vita e continuo a credere che in questa “un bloggino, ci stia a palla”(cit.).

V. Ed i social network?

Z. Faccialibro e derivati continuo a trovarli troppo invasivi, noiosi e poco utili per esprimere se stessi. Certo a quest’ora avrei 500 amici (e me ne vanterei con gli amici), 1000mila messaggi in bacheca, apparterrei ad un centinaio di gruppi e terrei contatti con gli aborigeni d’australia. Continuerò a boicottarli con fare spocchioso considerandoli eventualmente solo per fini promozionali nel remoto caso decidessi di aprire una qualsivoglia attività.

V. Una attività? come il nostro Presidente del Consiglio?

Z. Certo, solo più stronzo.

V. Ma un plastico, ce l’abbiamo?

Z. E come no? casa zakunin!

V. Auguri e grazie!

Z. A lei.

(…)