Di torri nere, lettori digitali ed altri demoni

Qualche considerazione sull’opera

Il primo libro della serie (scritto da un King ancora giovanissimo e semi sconosciuto) è indubbiamente quello di livello più alto: a mio parere va messo di diritto accanto a capolavori quali It, Stand by me, Shawshank redemption, Misery non deve morire e così via. Il calo credo sia fisiologico in un’opera così monumentale: dopo il terzo tomo la storia perde appeal e si ha spesso la sensazione che neanche King sappia dove andare a parare. Come già segnalato, la parte che più mi ha deluso è stata quella della lotta di indovinelli contro il treno sociopatico: qui in alcuni momenti il grottesco sfiora il ridicolo. Fortunatamente l’abilità narrativa di King riesce a risollevare le sorti del racconto per accompagnarci degnamente assieme a Roland di Gilead sulla “via del vettore” alla ricerca della “torre nera”, pur senza le vette toccate in precedenza.

Recentemente ho saputo che da un po’ Ron Howard, spinto anche dal successo di una serie di fumetti con protagonista Mr. Deshain, sta cercando partners per una trasposizione cinematografica/televisiva dell’universo della torre. In particolare, tralasciando considerazioni sull’incredibile complessità dell’intento, credo la TV debba già molto a questa saga; “Fringe” ed ancora di più “Lost”, mi pare abbiano attinto molto dallo stile narrativo che King propone in questa sua fatica.

Per concludere direi che, di fatto, l’autore americano come già Tolkien, Lovercraft o Azimov, entra di diritto nel novero dei “creatori di mondi” della letteraturna moderna. Per chi, come me, è appassionato di sci-fi, fantasy ed horror, la “torre nera” rappresenta una sfida interessante.

Considerazioni sparse (altri demòni)

creative_commonsDa ottobre, come detto, sono felice possessore di un kobo touch. La possibilità di leggere libri in formato elettronico, fino a qualche tempo fa, mi suonava come un’eresia. Come molti trovo che i libri, intesi come “un insieme di fogli stampati oppure manoscritti delle stesse dimensioni rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina”, abbiano un fascino unico ed il “possederli” allineandoli con cura sulla propria libreria dopo averli letti, sia uno dei grandi piaceri/diritti di una persona.

La cosa non è cambiata ma l’avanzamento tecnologico ci pone di fronte alla scissione tra contenuto e contenitore. Il contenitore non è più necessariamente uno, ed il contenuto può diffondersi più rapidamente ed efficacemente su canali elettronici ed essere letto su supporti che non sono più, necessariamente, quelli che venivano usati fino ad una ventina di anni fa.

Oggi, grandi pezzi di cultura umana sono a disposizione di tutti  grazie al potere “copiativo” ed alla natura “condivisoria” del mondo digitale: da quando ho tra le mani l’e-book reader ho letto 14 libri. Di questi 14 ne ho comperati 2 in versione cartacea (Q di Luther Blisset, che è comunque DRM free, e L’ultimo cavaliere di S.King). Di comprarli in digitale l’ho escluso: prezzi eccessivi e DRM sui file rendono l’acquisto non solo sconveniente ma, spesso, stupido. Gli altri li ho ottenuti “illegalmente” dalla rete.

Ebbene sì, sono un piarata, un reietto, un ladrone da strapazzo. Visto che alcuni libri li ho ottenuti in pdf e li ho convertiti in epub utilizzando gli ottimi ed open source Calibre e Sigil, per qualche italico pennivendolo potrei anche essere un pericolosissimo hacker. La verità è che il mondo sta cambiando e quelli che per anni si sono abbuffati al mercatino dell’intermediario inutile, ora sentono il loro primato vacillare.drm-free

Non credo King se ne avrà a male se qualcuno dei suoi libri l’ho letto senza acquistarlo; “ci sono altri mondi”, come dice jake nella torre nera: in quello della mia gioventù ci sono almeno una ventina di romanzi del nostro  che fanno bella mostra di sè sugli scaffali della mia libreria. Ed assieme a loro qualche centinaio di altri titoli.

Stesso discorso per la musica, o per il cinema. Non è vero inoltre che si danneggiano i giovani scaricando dall’internette: l’unico grande danno per la musica, il cinema e la cultura è l’attuale sistema che premia chi ha già un nutrito seguito di fans e, mediamente, la spesso becera e dannosa cultura pop.

Continuerò a scaricare quello che mi interessa o mi incuriosisce senza grandi rimorsi di coscienza e senza pensarmi come un pericoloso criminale, conscio di non danneggiare nessuno se non qualche inutile figuro la cui presenza nella filiera culturale non fa nient’altro che gonfiare il prezzo del prodotto. Se qualche cosa mi piace poi, sono pronto ad acquistarla nella sua forma “originale”, che sia un DVD, un libro o un CD.

Nel frattempo mi tengo lontano di prodotti che utilizzano lucchetti digitali (come il kindle), preferendo strumenti che supportino standard liberi e condivisibili (come il kobo).

Sulle licenze creative commons ed il copyright: Youtube

 

 

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