Il letargo

Quasi cinque mesi. Non credo ci sia mai stato un periodo di stasi del blog così lungo: è passato in sordina anche il compleanno di “zaku” che oramai ha ampiamente superato i 4 anni di vita. Nel tempo il mio modo di scrivere è molto cambiato ed è forse diventato più complesso ed impegnativo; i pochi articoli che ho scritto da quando ho spostato il sito sul nuovo dominio mi hanno preso diversi giorni di lavoro nei ritagli di tempo di una vita già di per sè permeante ed incasinata.

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Al lavoro (faccio l’operatore sociale nella salute mentale) è sempre più dura: confrontarsi giorno per giorno con la follia, a tu per tu con la mattitudine vera, il disagio, la povertà e la disperazione, logora; logora l’essere poco formato, sottopagato e calato in ambienti lavorativi disorganizzati ed approssimativi.

Più cresco (invecchio? ndr) poi, più mi ritrovo davanti ai miei limiti: come genitore, come compagno e come essere sociale mi sento a volte un po’ sbagliato, fuori luogo,  goffo ed impacciato: sarà che non si “nasce imparati” e che sto ancora seguendo la lezione in corso?

In tutto questo si inserisce il mio crescente amore per l’informatica ed il web; il blog è rimasto addormentato ma il sito in esso contenuto ha continuato a vivere: numerosi sono i ritocchi che ho fatto e che sto facendo al design ed al tema di wordpress; ho aperto una nuova pagina,”coding“dedicata al codice (per ora solamente html e css) che ho iniziato a scrivere a profusione negli ultimi mesi.

Insomma, sto studiando ed applicando un po’ qui un po’ là quello che imparo, in attesa di una sua applicazione più focalizzata a livello lavorativo. Ma il blog rimane importante: più volte ho provato a scriverci qualche cosa ma, ogni volta, una nuova priorità mi ostacolava il lavoro. Così per mesi mi son portato dietro il desiderio di scrivee queste poche, maledette righe per sbloccare la situazione.

Bhe…oggi l’ho fatto introducendo anche un elemento di novità: ho scritto qualche cosa di personale (argomento che di solito evito accuratamente) e l’ho scritto praticamente di getto, senza il solito centinaio di revisioni a cui sottopongo mediamente i miei posts…che sia di buon augurio per il prosieguo del quarto anno di “zaku’s blog”.

 

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2 pensieri su “Il letargo

  1. L’inno di Davide Amato

    Nasce a Trieste vicino al vettore
    Tra i partigiani Lui è il migliore
    Per i bambini Lui è il sostegno
    Per il vecchietto è il bastone di legno

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